Non è semplice raccontare in poche righe la storia di Giacinto Facchetti, un grande professionista del calcio italiano. Nasce a Treviglio nel 1942. Dopo aver giocato da giovanissimo dal 1956 al 1960 nel Trevigliese, entra nel 1960 a far parte della squadra neroazzurra dove rimane fino al 1978. Un giorno durante la partita Roma-Inter il Mago Helenio Herrera disse guardando l’esordio assoluto di Facchetti in Serie A: “Questo ragazzo sarà una colonna fondamentale della mia Inter”. E così fu.

Giacinto Facchetti © Inter
Il Mago gli diede il ruolo da difensore grazie al dono dello scatto. Alla Trevigliese Facchetti era stato attaccante ma il Mago lo posizionò invece come terzino che diventò improvvisamente ala, avanzando verso la porta rivale. Facchetti inventò così un nuovo ruolo, quello del “terzino fluidificante” che rimase nella storia del calcio. Nell’ambito calcistico si iniziò infatti da allora a dire che il ruolo del laterale sinistro era suddiviso in due ere: quell prima e quello dopo Facchetti.
Gli anni d’oro dell’Inter vennero segnati indiscutibilmente dal grande gioco del difensore che iscrisse il proprio nome in tutte le prodezze di quegli anni. La stagione del campionato 1962/1963 divenne epica per i neroazzurri: con 49 punti, 4 di vantaggio sulla Juventus, 19 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte, 56 gol fatti e 20 subiti, l’Inter vinse lo scudetto ed arrivò l’anno successivo in finale di Coppa Campioni, trovandosi di fronte il Real Madrid e battendolo con due gol. Grande merito fu proprio di Facchetti che venne lodato da tutti per il suo impegno e per la sua tecnica in campo. L’Inter vinse ancora due scudetti negli anni a seguire, nel 1965 e 1966.
Inoltre Facchetti giocò nella Nazionale Italiana di cui fu capitano e con cui vinse nel 1968 il Campionato Europeo.
Facchetti scomparve nel 2006 a Milano. Due anni prima venne introdotto da Pelè e dalla FIFA nella FIFA 100, la lista dei 125 più grandi giocatori viventi.