Giuseppe Prisco, noto come Peppino Prisco, è conosciuto soprattutto per la sua carriera come dirigente sportivo ma anche per i suoi aforismi rimasti nella storia del calcio. Le sue due frasi più celebri sono “A Milano ci sono due grandi squadre: l’Inter e le riserve dell’Inter” e “Quando stringo la mano a un milanista me la lavo. Quando stringo la mano a un juventino mi conto le dita”.
La vita di Prisco e la sua persona sono indubbiamente legatissime alla città di Milano e all’Inter. Peppino, di origini napoletane, nasce nella capitale lombarda nel 1921. Oltre alle sue qualità come dirigente sportivo e come avvocato, Prisco viene ricordato dai suoi grandi ammiratori soprattutto per la sua intelligenza e simpatia. Nel mondo del pallone rimarranno infatti per sempre storiche le sue massime.
Inter 1963/64
Nel 1963 Prisco diventa vice-presidente dell’Inter e da allora nasce il profondo legame con la squadra. Da quel momento non si perde nemmeno una partita dando così alla squadra un sostegno incondizionato che ha sicuramente contribuito ai grandi successi dell’Inter in quel periodo. In totale l’Inter vince durante la dirigenza di Prisco sei scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Coppe Uefa, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Peppino Prisco ha condiviso con l’Inter oltre mezzo secolo di vita societaria. Ogni evento è stato commentato da lui con un’ironia tagliente regalando tante risate non solo ai tifosi interisti. A partire da fine anni novanta Prisco, grazie alla sua intelligenza, la sua verve inimitabile e il suo spiccato senso dell’ironia, diventa ospite fisso nelle trasmissioni sportive che lo rendono ancora più noto.
Peppino Prisco scompare nel 2001 all’età di ottant’anni. In memoria di Prisco è stato istituito il “Premio Nazionale Giuseppe Prisco” che viene assegnato dal 2003 annualmente a personaggi del mondo dello sport e del giornalismo sportivo che si contraddistinguono per il fair-play e la simpatia sportiva. Nel 2011 sono stati premiati Antonio di Natale, il capitano dell’Udinese, Igor Campedelli, il Presidente del Cesena, e Walter Mazzalli, Presidente del Napoli.